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CLASSE QUINTA, ANNO SCOLASTICO 2016-2017

Progetto Lettura

La nostra scuola ha partecipato alla terza edizione di Scrittori di classe, un concorso ideato da Conad, per alimentare nei fanciulli il piacere della lettura e della scrittura creativa. Il percorso consisteva nello scegliere un soggetto di Walt Disney legato al mondo della buona alimentazione. Ogni classe ha avuto il compito di lavorare in gruppo e di scrivere un racconto da caricare sul sito entro il 18 novembre; mentre agli sceneggiatori e disegnatori di Walt Disney spetta l’incarico di trasformare in fumetto le storie dei partecipanti che vinceranno. Per ciascuno dei livelli scolastici a cui è stato rivolto il concorso sono state predisposte delle lezioni da integrare in modo ideale nel programma della classe, otto schede  attraverso cui gli alunni hanno avuto la possibilità di verificare le conoscenze acquisite.
Il progetto didattico  “Buona e corretta alimentazione”, è stato sviluppato per CONAD da Editrice La Scuola in collaborazione con l’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), è stato  rivolto ai docenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado proponendo per ciascun livello un’unità didattica sull’alimentazione, nell’ambito delle linee guida tracciate dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Dal supporto didattico offerto nel sito gli alunni hanno realizzato dei cartelloni che racchiudono il percorso sviluppato durante le cinque lezioni  previste dal progetto.

L’ALIMENTAZIONE HA UN RUOLO FONDAMENTALE.

Alimentarsi in un modo o nell’altro può influire sul proprio stato di salute; è un atto cosciente e
consapevole nella scelta del cibo, per introdurre elementi che ci danno energia, cioè calorie.
La nutrizione è un atto non cosciente; è la presenza nei cibi di quei principi attivi che sono vitamine, minerali, antiossidanti, enzimi che sono fondamentali per l’efficacia biologica di un cibo rispetto all’altro.
Per motivare gli alunni sul tema dell’alimentazione, il percorso prevedeva un’introduzione sulle etichette di alimenti a loro graditi. L’attività ha fatto emergere informazioni relative alla composizione degli alimenti. Sono emersi piaceri  dei cibi, legati ad esperienze personali e provenienze geografiche, in ottica interculturale. Dalle informazioni prodotte gli allievi hanno ricavato informazioni nutrizionali e hanno inteso che per conoscere un alimento occorre saper leggere l’etichetta.
L’attività di lettura delle etichette portò a trovare le caratteristiche degli alimenti e ha consentito di evidenziare elementi nutritivi ed energetici.
Gli alunni hanno raccolto  una serie di etichette e hanno prodotto un cartellone.
 LE ETICHETTE MUTE

Sono alimenti di cui non si conoscono gli elementi nutritivi.
La frutta, il pesce, non sono confezionati e non hanno etichetta!
Cereali : grano, mais, avena, orzo, farro e gli alimenti da loro derivati apportano all’organismo carboidrati, che rappresentano la fonte energetica principale dell’organismo, meglio se consumati integrali.  Contengono inoltre vitamine del complesso B e minerali,oltre a piccole quantità di proteine.4a
e 5a lezione 1
LA PIRAMIDE ALIMENTARE

Per poter scegliere dobbiamo conoscere “come assumere alimenti” in base alle caratteristiche nutrizionali dell’alimento stesso ma anche in base a dove siamo, in che momento della giornata stiamo agendo e in funzione di ciò che stiamo facendo.

LA PIRAMIDE AMBIENTALE

Per far star bene il pianeta gli alunni si sono ispirati alla “piramide ambientale” proposta nel 2013 dal Barilla Center For Food and Nutrition, nella quale è rappresentato l’impatto ecologico dei cibi sull’ambiente.
Ci sono cibi che inquinano maggiormente e non  consentono la sostenibilità verso una pratica di vita consapevole.

 LA PIRAMIDE COMPORTAMENTALE

Assumere  un modo ecologico di vivere e di comportarsi sono delle  discipline da usare come mezzo per stare bene nel mondo e amarlo.


CON PASSO ECOLOGICO PER UN’IMPRONTA ECOLOGICA
Imparare a fare la spesa è un compito autentico e non frettoloso e spensierato.

PATRIMONIO E TRADIZIONE

L’idea di tradizione come trasmissione “da… a…” ha messo in condizioni agli alunni  di ricercare i segni della tradizione legati, in questo caso, al cibo come piatto tipico della Sardegna e di comprenderne la ragione e nello stesso tempo la responsabilità di tramandare a chi verrà dopo.
In questa fase è avvenuta la ricerca degli elementi della tradizione culinaria tra famiglie: gli gnocchetti sardi, le  seadas, la fainè, il porcetto, il gattò…
Dagli argomenti si è riflettuto sulle seguenti regole.

NO ALLO SPRECO!
•    non comperare troppi prodotti uguali
•    se siamo una famiglia poco numerosa evitare confezioni troppo grandi
•     comperare la frutta a giusta maturazione
•     proporre agli amici animali qualche nostro avanzo oltre ai cibi per loro
•    non comperare troppo pane
•    fare crostini e bruschette con pane raffermo
•    cercare ricette dove si riutilizzano avanzi.

Tutti siamo responsabili di piccoli o grandi sprechi, ma cambiare qualche comportamento insieme aiuterà il mondo.

“Nonna Papera e la festa degli Ingredienti”

La 313 con a bordo Paperino, Qui, Quo e Qua sfreccia a tutta velocità per raggiungere la fattoria di Nonna Papera: è il giorno della festa del ribes nero! I ragazzi sono perplessi, non hanno mai sentito parlare di questo particolare evento … All’arrivo l’intero parentado è intento a collaborare ai preparativi del banchetto e Nonna Papera affida un compito a Qui, Quo, Qua: dovranno andare a raccogliere i ribes neri alla radura della roccia spaccata. Devono essere quelli che crescono lì – si raccomanda – e non altrove.

I tre rientrano con i secchielli pieni e anche la preparazione del pranzo è a buon punto, per cui la Nonna, impastando la torta, inizia a narrare la vicenda che risale a quando ancora nessuno la chiamava “nonna”: lei era Elvira, una bambina su un carro di pionieri. Il racconto di Nonna Papera trasporta Qui, Quo e Qua nel passato, nel giorno in cui una piccola carovana giunge nella valle dove oggi sorge la fattoria. Sembra un luogo ideale dove fermarsi ma all’improvviso i carri si ritrovano circondati dai pellirosse! I pionieri si scusano, ignoravano che quel territorio fosse della tribù, se ne andranno subito.

I nativi però sono amichevoli, disposti ad accoglierli e a condividere quanto offre la fertile terra. Elvira e gli altri bambini della carovana chiedono il permesso d’allontanarsi a giocare e in questo modo perdono una spiegazione importante. Il capo indiano ammonisce gli adulti: sono benvenuti, ma c’è qualcosa che li prega di non toccare … Nel bosco Elvira e i suoi amici incontrano un nuovo compagno di giochi, un bambino della tribù di nome Scoiattolo Goloso e gironzolando con lui, sbucano in una radura circondata da cespugli stracarichi di ribes neri. Subito i bambini si lanciano a fare merenda, tranne Scoiattolo Goloso che si ferma esitante. I ragazzini tornano contenti alla carovana con il loro carico di ribes giusto in tempo per scoprire che non avrebbero dovuto raccoglierli …

Quando il capo tribù Freccia Infuocata vide noi bambini rimase stupito dell’accaduto. Ci guardò con sospetto, si avvicinò perplesso e disse: “Cosa mangiate?” .“Le bacche di un cespuglio che abbiamo trovato, sono saporite”, risposero i bambini. “E … vi piacciono?”. “Certo, altrimenti non le avremo raccolte”. Uno dei bambini disse: “Chissà come mai c’erano  così tanti. Voi non le mangiate? Sono così buone?”. Scoiattolo Goloso, guardò preoccupato  Freccia Infuocata e a stento riusciva appena a parlare.“Mi dispiace Gran Capo, ma io … io … non potevo spiegare a loro il motivo per cui noi bambini del villaggio non possiamo mangiare le bacche  in questa stagione. Erano così contenti che pensai: ”Va beh … loro non appartengono  alla nostra tribù..forse  potevano mangiarle … o no?”. Scoiattolo Goloso, arrossito dalla vergogna, non sapeva come giustificare l’accaduto.“Sì, lo so ho sbagliato!”. Freccia Infuocata con grande saggezza, iniziò a raccontare la leggenda degli antenati.

“Bambini, i nostri padri ritennero sacri questi  frutti, perché salvarono la nostra tribù dalla maledizione del vento impetuoso che distrusse tutto il villaggio. Tutto accade tanto tempo fa; non era un giorno come tutti gli altri, il vento soffiava imponente dall’ Est, le nubi improvvisamente diventarono oscure e il fischio assordante del vento cominciò a impaurire ogni uccello che vola nel cielo.  Ogni essere vivente che abita sul nostro territorio cercò rifugio. Allora Aquila Bianca avvertì il villaggio di scappare presto nella Caverna della Gemma Bianca. Così le nostre donne e i nostri bambini furono portati al rifugio. Quando tutti eravamo dentro, ci siamo accorti che mancava“Mani D’oro”. Era ormai troppo tardi perché il vento impetuoso era  arrivato. Quando  cessò la catastrofe, ci siamo precipitati alla ricerca. Il nostro cuore batteva forte, eravamo tristi e angosciati per la sua scomparsa. Il villaggio era stato raso al suolo. Per fortuna Occhi di Falco scorse nella roccia spaccata un cespuglio intatto. Quando ci siamo avvicinati abbiamo visto accanto ad esso “Mani D’oro”…  anche lui sano e salvo! Quando ci vide ci disse: “Amici, mentre mi affrettavo verso il rifugio, una forza soprannaturale  mi ha condotto verso la roccia spaccata. Ho guardato quel cespuglio. Ho sentito una voce:“Se tutti gli abitanti del villaggio mangeranno questi  frutti, guariranno dalle allergie e dai dolori alle ossa.” Bisognava che io preparassi un infuso per prevenire tale malattie. Mi fu svelato che la roccia spaccata avrebbe fatto germogliare ogni anno i suoi frutti e che l’avremo dovuto chiamare Ribes Nero”.
“Da quel giorno”… continuò Freccia Infuocata “Aquila Bianca decise che solo Mani D’oro potesse raccogliere i frutti, perché  lui fu  scelto dal Grande Spirito e noi dobbiamo rispettare la sua volontà. Il Ribes  simbolo sacro della nostra tribù deve essere protetto per le sue proprietà curative. A nessuno  del villaggio era permesso di raccoglierlo finché  siete arrivati voi.”
”Noi bambini ascoltammo con interesse e allo stesso tempo  mortificati per il nostro comportamento. Io con un po’ di coraggio, guardai Freccia Infuocata e gli dissi: “Penso che, se è un simbolo sacro, si dovrebbe mangiare e far festa … non penso che i vostri antenati siano adirati se voi lo toccate o mangiate in un’altra stagione; secondo me dovete essere più condiscendenti”. Freccia Infuocata mi ascoltò con stupore e mi rispose: “Capisco, probabilmente tu hai ragione, ma  se lo mangiamo in questa stagione, temiamo che improvvisamente ritorni il vento impetuoso … e allora  non avremo la protezione del Grande Spirito. Il nostro villaggio rischierebbe di scomparire per sempre. Tanti coloni come voi ci cacciano dal nostro territorio e  distruggono i nostri simboli sacri. Sarebbe la nostra  scomparsa definitiva e le nostre tradizioni non potranno più tramandarsi ai nostri discendenti.” Io  continuai a parlare: “Ma i ribes hanno le radici, crescono e danno i frutti ogni anno. E’ così che fanno tutte le piante”. A questo punto intervenne anche mio padre dicendo: “Noi non vogliamo distruggere le vostre piante e molto di meno cacciarvi dalla vostra propria terra; siete voi che dovete decidere se possiamo rimanere e noi rispetteremo le vostre leggi. Non vogliamo farvi del male, unicamente cerchiamo un posto per vivere”. Freccia Infuocata continuava a camminare avanti e indietro ragionando.
Io dissi ancora: “Perché non provate ad assaggiarlo?”. Il Capo tribù mi fece un sorriso, forse era meravigliato che una bambina continuasse a discutere con lui e mi disse: “Cara bambina, noi  abbiamo già assaporato il ribes. Noi raccogliamo  le bacche e le conserviamo nella Caverna della Gemma Bianca, così quando il villaggio é assalito dal raffreddore e dolori alle articolazioni, possiamo prenderli e sfruttare le loro proprietà nutritive. Ma l’unica persona che può raccoglierli è “Volpe grigia”. L’unico capace di raccoglierli con delicatezza, lui prepara l’infuso speciale e lo distribuisce ai più anziani perché  riprendano le forze. Quando inizia la primavera il vento soffia portando i pollini. Tanti dei nostri bambini non riescono a respirare, allora le nostre donne si prendono cura dei bambini e chiedono a Volpe grigia un boccetta di infuso. Per noi è molto importante questa pianta. Voi  avete preso le nostre provviste. Come faremo per affrontare  l’inverno?”. Noi e gli altri  bambini amareggiati e con grande senso di colpa, porgemmo le nostre scuse a Freccia Infuocata dicendogli: “Come  possiamo rimediare?” E lui: “Bene, considerato che siete dispiaciuti andrete da Volpe grigia e consegnerete i ribes che avete raccolto, ci penserà lui a preparare molto in anticipo l’infuso. La nostra carovana ascoltava silenziosa temendo che quel fatto impedisse la nostra permanenza.”
Qui, Quo e Qua, ascoltavano affascinati l’avventura e grinta di Nonna Papera. La loro immaginazione li trasportava in una terra che sembrava lontana e che oggi era la loro fattoria. Erano commossi. Erano fieri di avere una Nonna di quel calibro.“Nonna, perché avete scelto proprio questo giorno per festeggiare ?” chiese Qua. “Ehm.. Freccia Infuocata dopo averci spiegato.. la legenda degli antenati ci disse: “Per adesso andate dove vi ho detto”. Io andrò a parlare con gli anziani della tribù e decideremo cosa fare, poi vi chiameremo. Scoiattolo Goloso, porta ai bambini da Volpe grigia”. “Sì, Freccia Infuocata”.
“Gli anziani si radunarono, mentre noi coloni aspettavano impazienti, chiedendoci: Cosa mai avrebbero deciso?”. Dopo qualche ora circa … “Presto, presto”, gridò  Voce di Ferro, “il Grande Capo  Freccia Infuocata convoca tutta la tribù.”  E lui: “ Amici, oggi dopo grandi discussioni insieme agli anziani, abbiamo analizzato molto attentamente le proprietà curative del ribes, fonte di nutrimento per il villaggio e protezione donata dal Grande Spirito rivelata ai nostri antenati. Ci siamo consultati e riteniamo che il ribes nero cresce unicamente nella roccia spaccata e se questi bambini  li hanno mangiati senza sapere le nostre ragioni, é perché  il Grande Spirito e i nostri antenati l’hanno permesso. Non possiamo vietare agli altri di mangiarlo. E’un dono del Grande Spirito per tutti, noi dobbiamo solo proteggerlo. Perciò crediamo conveniente che oggi sia un giorno speciale, bisogna ricordarlo, fare memoria. Ricorderemo  insieme a voi bianchi, questo giorno di festa. Potete rimanere”. Allora noi gridavamo dalla gioia: “Evviva, evviva!”. I nostri erano contenti e non cessavano di abbracciarsi. Fra le lacrime ringraziarono Freccia Infuocata. La nostra carovana strinse un patto con i pellirosse cioè di rispettare il ribes, i bufali, gli antilopi, i pesci.

Così abbiamo costruito le nostre case, infatti la roccia spaccata divide il territorio dei pellirosse con le nostre; adesso bambini andiamo a infornare la torta e aspettiamo Paperino che senz’altro è andato a farsi  una chiacchierata con Ciccio. “ Dring! Dring! ”Nonna posso rispondere?” chiese Quo. “Certo, tesoro vai pure!”.  “ Pronto! Fattoria di Nonna Papera, sono Quo chi è? “ “Ciao, Quo sono zio Paperone, sto arrivando. Potete aprirmi il cancello?“  “Certo zio, se mi dai 100 $, vengo subito.” “Cosa hai detto?” mormorò la Nonna dalla cucina. “No …. niente, vengo subito ad aprirti zietto Paperone”. Dopo un po’ “Tin! Tin!” Ecco la torta è pronta”. Qui, Quo e Qua incuriositi dai preparativi e dagli allestimenti si precipitarono fuori per dare un’occhiata. Tutti erano indaffarati … chi preparava i tavoli, chi apparecchiava, chi metteva nei vasi i fiori … Insomma una grande festa!

“Non c’è memoria, se non si festeggia davanti alla Roccia Spaccata come tradizione” dice Nonna Papera. Arrivarono anche i pellirosse per i festeggiamenti. Ogni famiglia preparò una pietanza tipica e la condivise con tutti. Naturalmente Nonna Papera fece degustare la deliziosa torta al ribes. La festa memoriale continuò tutto il pomeriggio: giochi a monopoli, scacchi, corse … mentre i più anziani con grande nostalgia e gioia raccontavano i tempi passati. Al calare della sera. “Su forza, bambini, sedetevi sul prato e guardate in alto!”. Bum! Bum! Bum!.  Il cielo si illuminò di mille colori , dagli scoppi dei fuochi d’artificio si illuminò una scritta nel cielo: “Felice Festa del Ribes”!  Un uomo pellerossa si avvicinò a Nonna Papera e facendole l’occhiolino dice: “Ciao Elvira, sei la solita” e mostrandole un sacco pieno di ribes le dice: “Ti ricordi?” disse Nonna Papera sorridendo. “Scoiattolo Goloso, come dimenticare il giorno della nostra amicizia? Se io ci sono qui ora, è grazie a voi che permetteste ai miei genitori di abitare e costruire la fattoria. Qui, Quo,Qua venite! Vi presento Scoiattolo Goloso! “. ” Oh! Piacere, noi siamo i nipoti di Elvira”. Siete fortunati di avere una Nonna come lei” e pensava: “Se gli uomini bianchi rispetteranno la natura e la proteggeranno,essa crescerà donando sempre i suoi doni ..come il semplice cespuglio di ribes”.

FINE

La classe quinta:
Chiara Ara,Matteo, Giorgia, Anna, Simone, Giulia Agnesa, Beatrice, Chiara Sanna, Paola, Emanuela, Arianna, Cristian, Samuele,Letizia, Giulia Dessì, Antonio, Alessandro, Francesca,Sara, Rebecca.

“Venti di pace” Natale 2016

n questo bimestre scolastico, la classe quinta ha affrontato argomenti importanti di attualità: l’immigrazione, la disoccupazione, i diritti dei bambini e la pace.
Si è ritenuto opportuno realizzare  la recita di Natale: “Venti di Pace”, con la finalità di trasmettere un messaggio di solidarietà e di pace. Sono stati utilizzati alcuni canti del cantautore Renato Giorgi, ma non il copione. In molte nazioni del mondo si continua a uccidere e a usare la violenza. Noi in questo periodo abbiamo parlato molto della PACE e della GUERRA. Abbiamo visto come la guerra uccide  le persone, i soldati, gli anziani, le donne e i bambini. La guerra uccide anche il gioco perché quando questa finisce, le mine nascoste nel terreno delle scuole, negli spazi per giocare e nei campi, esplodono e continuano a uccidere e a mutilare i bambini. Molti grandi personaggi del passato hanno lottato per la pace, come Madre Teresa di Calcutta, Mahatma Gandhi, Martin Luther King e Giovanni Paolo II. Loro dicevano che per combattere la guerra, l’odio razziale e lo spirito di prevaricazione bisogna usare la parola e l’amore, non la guerra.
La religione non deve essere usata come motivo di guerra. Cristiani e musulmani, insieme con i credenti di ogni religione, devono ripudiare ogni tipo di violenza per costruire un’umanità amante della vita e della pace.  Giovanni Paolo II:

Regala ciò che non hai

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
E vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.
(Mahatma Gandhi) 

Che cosa sta succedendo nel mondo? Sembra che gli uomini si siano impegnati a farsi del male e a distruggersi l’uno contro l’altro. Ma davvero la guerra può risolvere i conflitti tra le nazioni? Noi ci siamo riuniti felici a festeggiare il Natale, mentre i nostri fratelli sfortunati che vivono in paesi in guerra non hanno da mangiare addirittura stanno combattendo una guerra di cui non sanno neanche la causa.

“116° anniversario di fondazione”

Oggi 22 dicembre 2016 la nostra scuola ricorda l’anniversario di fondazione.
Come possiamo dimenticare una grandissima donna che ci ha aperto le porte di questa scuola?  Che con grande audacia ha portato avanti tale opera?  Solo chi si abbandona alla volontà di Dio può farlo, perché è Dio che agisce in quell’anima.. che sei tu cara Madre Antonia.

Ora noi bambini  vogliamo esprimere tutta la nostra riconoscenza, ma soprattutto tutto il nostro amore per averci pensato prima che noi fossimo qui.
Cara Madre Antonia, abbiamo imparato a conoscerti e ad amarti, insegnaci ad essere come te e guardaci dal cielo con premurosa maternità e intercedi per noi davanti a Dio.

I tuoi bambini: Chiara Ara,Matteo, Giorgia, Anna, Simone, Giulia Agnesa, Beatrice, Chiara Sanna, Paola, Emanuela, Arianna, Cristian, Samuele,Letizia, Giulia Dessì, Antonio, Alessandro, Francesca,Sara, Rebecca.

L’insegnante
Maria de los Angeles Pliego

Sassari 22/ 12/ 2016

Sant’Agnese ed EIPASS insieme per una scuola digitale

logo_eipassL’informatica è ormai alla base di moltissime attività lavorative, pertanto si rende indispensabile dare fin da subito ai bambini un adeguata conoscenza della materia, in questo spirito si rinnova anche quest’anno la collaborazione tra Eipass e l’Istituto Sant’Agnese, i bambini della scuola primaria frequentanti le classi quarta e quinta affronteranno infatti il programma Eipass Junior, studiato appositamente per la loro età e che ha come scopo l’introduzione di buone prassi per un corretto approccio all’informatica.
In linea con quanto previsto dalla Comunità Europea e con quanto riportato nel Syllabus Ministeriale, il nuovo programma EIPASS JUNIOR permette agli studenti dai 7 ai 13 anni di consolidare le competenze digitali di base e di conseguire la certificazione EIPASS JUNIOR.
Il nuovo programma EIPASS JUNIOR per la Scuola Primaria è strutturato in modo chiaro e completo: tratta le basi del linguaggio informatico e del funzionamento di un computer, approfondisce il software applicativo di OO04 Kids, introduce il Web e il Coding con Scratch.

Scarica il programma Eipass Junior